L'EX CONVENTO DEI GESUATI
Il complesso dei chiostri del monastero dei Gesuati si è sviluppato a partire dal 1429, quanto il Vescovo di Ferrara Pietro Boiardi concesse a Giovanni Tavelli da Tossignano dell'ordine dei Gesuati poveri di erigere “un oratorio con altare e cimitero” nella contrada di Santa Maria in Vado.
Questo ordine, di cui Tavelli era “governatore delle Case” ebbe ampi consensi a Ferrara, tanto che nel 1430 l'oratorio era già compito; esso fu successivamente ampliato nel 1445, nel 1451 e nel 1576.
Giovanni Tavelli, divenuto poi Vescovo di Ferrara, fondò l'Arcispedale S. Anna, che è tutt'ora il nome dell'attuale struttura ospedaliera della città.
I Gesuati, il cui ordine fu soppresso da Papa Clemente IX nel 1668, seguivano la regola della povertà assoluta, si coprivano con un semplice saio, ai piedi calzavano zoccoli e non potevano nemmeno accedere agli ordini religiosi, se non in comprovate particolari eccezioni: Tavelli, per diventare Vescovo di Ferrara, ricevette in una sola notte tutte le ordinazioni sacre, fino a quella vescovile. Protettore dell'ordine a Ferrara era San Girolamo.
Nel 1669 l'assetto del convento era molto simile a quello attuale, con i tre chiostri e la chiesa, che era stata, in origine, l'Oratorio dei Gesuati (già denominato Oratorio dei Gesuati di San Girolamo o dei Poveri di Cristo), in seguito sostituito dall'attuale complesso settecentesco.
Nella chiesa è conservato alla venerazione dei fedeli il corpo di Giovanni Tavelli da Tossignano, già proclamato beato e in attesa della conclusione del processo di santificazione.
Nei secoli il complesso subì manomissioni e stravolgimenti. Un lungo e complesso intervento di restauro, recentemente attuato, progettato e condotto dall'architetto Maria Chiara Montanari, ha cercato di recuperare le originali strutture.
Significativi, oltre agli antichi chiostri, anche gli affreschi e le decorazioni dei corridoi e delle sale, oggi nuovamente visibili e utilizzabili, tra cui si segnalano l'antico Refettorio, la saletta del camino, la cantina o legnaia, il piano delle celle dei monaci, i portali e i loggiati.